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Per Michela Moioli, Campionessa Olimpica in carica e per Lucia Bocchi, sua Mental Trainer, non ci sono dubbi: questa è una medaglia dal peso specifico importante. A Pyeongchang Michela era arrivata con un infortunio da riscattare, 4 anni di grandissimo lavoro e aveva conquistato l’oro olimpico, il coronamento di una carriera sportiva per molti.  Spesso i dubbi, le perplessità e le sofferenze che lascia l’onda lunga di trionfo olimpico scatenano una pressione tale molti atleti si fermano, prendendosi una pausa dalla competizioni, un anno sabbatico.

Michi Moioli invece ha stretto i denti e ha continuato a lavorare a testa bassa con un nuovo obiettivo in testa. Nell’intervista su L’Eco di Bergamo rivela «Dopo le qualifiche sono salita in seggiovia con Eva Samkova e le ho chiesto quali fossero le sue sensazioni dopo aver conquistato il titolo a Sochi nel 2014 e mi sono accorta quanto combaciassero con le mie. Mi ha fatto veramente piacere parlare con lei, che mi ha capita, tranquillizzata e abbracciata: quel momento mi ha dato una forza pazzesca. Sono felice che abbia vinto lei perché se lo è meritato, come lo sono per me stessa, perché sento questa medaglia come un oro».

Lucia Bocchi psicoterapeuta e mental trainer Psicosport®, figura fondamentale nel percorso vincente della bergamasca nell’intervista spiega: «Spesso la depressione post Olimpiadi attanaglia i vincitori con modalità differenti, rendendoli più fragili mentalmente. Le loro aspettative interne diventano così alte da essere insopportabili a loro stessi anche perché, contestualmente aumentate dai tanti riconoscimenti esterni di persone e sponsor. Sembra contro ogni logica, ma è come dire che il successo ha l’effetto di un vero e proprio trauma in quanto il campione perde la sua centralità interna e si sposta fuori, preoccupandosi degli altri e del risultato. Questo fa sì che non riesca a stare nel presente, centrato dentro se stesso, non è più concentrato nel sentire e monitorare l’azione muscolare. L’ansia aumenta, la testa non è più lucida e sente la perdita di controllo del corpo che diventa ipotonico. A mio avviso Michela è riuscita a combattere la battaglia più difficile contro se stessa: adesso è libera mentalmente. Questo è un bronzo mondiale dal valore d’oro».

Dopo l’individuale, Michela ha corso nel Team Event, in coppia con Omar Visintin, conquistando un’altra splendida medaglia, d’argento.

 

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