BENESSERE ORGANIZZATIVO: UNA PRIORITÀ STRATEGICA

Nell’ultimo decennio si è assistito ad una crescente attenzione alle possibili connessioni tra lo stato di “salute” dei lavoratori ed i livelli di performance conseguiti in ambito lavorativo. Tematiche quali il work/life balance hanno contribuito a diffondere consapevolezza sull’importanza di integrare le diverse sfere della propria vita, garantendo la serenità indispensabile al raggiungimento dei propri obiettivi ed al mantenimento della produttività individuale.

 

Nell’attuale contesto di mercato, marcatamente demanding, si assiste nei lavoratori ad un aumento della percezione di precarietà e del livello di stress lavorativo, che a loro volta possono impattare negativamente sulla qualità della performance individuale.

In questo scenario, il benessere organizzativo viene indicato come una priorità strategica, un investimento che può rappresentare un concreto salto di qualità nell’efficienza della struttura lavorativa.

Il Benessere riguarda l’esperienza di funzionamento ottimale, la misura in cui la persona percepisce che il proprio contributo è valorizzato dall’azienda la quale lo supporta ed ha a cuore la sua piena soddisfazione.

 

I nostri interventi dedicati al Benessere Organizzativo mirano ad attivare un “contagio” positivo che parte dai dipendenti e arriva fino agli stakeholder:

 • Rafforzare l’identità aziendale

 • Aumentare la motivazione

 • Aumentare la passione con cui viene interpretato il proprio ruolo in azienda

 • Reclutare più facilmente i talenti

 • Trattenere key people

 • Aiutare i dipendenti a focalizzarsi sul lavoro e aumentare la produttività

 • Aumentare la performance finanziaria dell’azienda

 

VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO: NON SOLO UN OBBLIGO MA UN’OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO

Lo stress è il secondo problema di salute legato all’attività lavorativa ed interessa quasi un lavoratore europeo su quattro. Un livello elevato di stress può comportare un danno biologico per il lavoratore ed una flessione nella produttività dell’azienda.

 

Una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress e alle problematiche correlate.

Oltre ad ottemperare a un obbligo di legge (d.lgs 81/08), un intervento efficace favorisce un miglioramento della qualità della vita professionale del lavoratore, aiuta a prevenire i più comuni rischi psicosociali e consente di incrementare la performance di un’organizzazione.

 

LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO SLC

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato, così come definito dalle linee guida emanate dal Ministero del Lavoro in data  18.11.2010, si compone di due fasi:

 

1.  Valutazione Preliminare, consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili che mirano a determinare il livello di rischio tramite metodi di osservazione diretta.

Dopo tale  valutazione oggettiva, il consulente stilerà un report conclusivo con l’analisi dei dati e la definizione dei livelli di rischio (basso, medio o alto), parte integrante del Documento di valutazione dei rischi (DVR).

 

2.  Valutazione Approfondita,  da effettuarsi nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato. Consiste nella valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori, mediante il loro coinvolgimento diretto, avvalendosi di differenti

strumenti, quali questionari, focus group, interviste semistrutturate. La scelta dello/degli strumento/i da utilizzare è a discrezione del consulente e strettamente connessa alla realtà specifica.

 

Al termine del percorso di valutazione sarà steso il Documento Valutazione del Rischio Stress da Lavoro Correlato, ad integrazione del DVR (Documento di Valutazione dei rischi) già presente in azienda, come previsto da D. Lgs. N.81 del 2008.

 

 

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