Le attività di ricerca svolte dal Centro Studi mirano a stimolare e promuovere la dimensione culturale dello sport e a favorire l’incontro e tra i professionisti della Psicologia dello Sport  ed i ricercatori in questo ambito.

In questa sezione sono pubblicate ricerche, esperienze o articoli generici sulla psicologia dello sport e legati alle diverse fasi di vita dell’atleta (avvio allo sport e gioco-sport, settore giovanile, agonismo in età adulta, fine carriera e outplacement…), sport-specifici, legati a situazioni particolari (gestione del dolore, infortunio, doping…) e alle dinamiche di squadra

 

Di seguito alcune ricerche a libera consultazione e altre la cui consultazione è riservata ai soli iscritti

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FLOW

LE PREMESSE

Il modello del flow, condiviso dai principali studiosi (csikszentmihalyi, 1975, 2000; massimini, delle fave, 1988; jackson, ford, kimiecik, marsh, 1998; muzio et al., 2004) spiega chiaramente casi in cui richieste di compito che vengono percepite come eccessive generano uno stato di ansia. al contrario, l'equilibrio tra le difficoltà proposte dalla sfida e le proprie abilità può condurre al vissuto di flow e, di conseguenza, alla prestazione eccellente.

Ed è proprio restando in linea con le attuali tendenze della psicologia, in particolare della positive psychology (seligman, 2003), che si è verificata un'importante virata anche nel contesto sportivo. Oggi, l'approccio con l'atleta si concentra sui suoi punti di forza, supportandolo nella costruzione di un modello di funzionamento ottimale e nello sviluppo delle condizioni predisponenti la miglior performance.

 

Flow, infatti, è sinonimo di massimo coinvolgimento cognitivo ed emotivo nell'attività, di piacere intrinseco, di esperienza gratificante. è il contrario di noia, stress, apatia, demotivazione.

 

OBIETTIVI

Il progetto, sviluppato dal Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport di Milano, si è proposto di indagare le condizioni predisponenti la peak performance in atleti di alto livello tecnico , attraverso l'analisi del vissuto flow . Tra gli obiettivi generali:
• Traduzione, introduzione nel contesto italiano e verifica delle capacità discriminative della Flow State Scale (Jackson & Marsh, 1996);
Confronto dell'esperienza di flow nelle differenti discipline sportive individuali;
• Valutazione delle possibilità di utilizzo dello strumento e della teoria di riferimento nell'ottica delle possibili ricadute operative

 

TALENTO - LE PREMESSE

Nelle attuali selezioni calcistiche, al bambino che entra a far parte di un settore giovanile professionistico, vengono richieste abilità tecniche e motorie, tra cui capacità coordinative (di anticipazione motoria e di motricità generale) e capacità condizionali (ad esempio il livello generale di resistenza organica e di forza muscolare).

Tali abilità non sono però sufficienti. sono necessari precisi skills mentali, come la capacità di resistere alle pressioni, di vivere positivamente l'esperienza sportiva e di non perdersi lungo la strada che porta al top-level.

 

L'identificazione, l'analisi e la conoscenza di queste peculiari caratteristiche psicologiche dei giovani talenti sarà di sicuro aiuto per assicurare loro una formazione non solamente calcistica, ma che preveda percorsi di crescita opportunamente guidati.

 

ABSTRACT

La presente ricerca, condotta su un campione di 118 bambini (provenienti dal settore giovanile di una squadra professionistica, l'inter, e da quello di una squadra dilettantistica) evidenzia come minori richieste di compito e un ambiente che non esercita particolari pressioni siano presupposti necessari affinché i bambini possano sperimentare lo stato di flow. Nelle società professionistiche, che fanno selezione del talento, vengono favoriti la creazione di relazioni interpersonali positive tra i membri del gruppo e lo sviluppo precoce di abilità mentali quali motivazione, empatia e padronanza di sé.

 

LEADERSHIP - LE PREMESSE

All’allenatore oggi, oltre a quelle tecniche, sono richieste competenze pedagogiche, organizzative (pianificazione, goal setting), comunicative (assertività, empatia, gestione dei conflitti, negoziazione), motivazionali (stimolazione, feed-backing, gratificazione), gestionali (valutazione e presa di decisione in tempi rapidi, gestione dello stress, management delle risorse umane e teambuilding).


Tutte competenze di una leadership efficace. una diversa professionalizzazione del tecnico sportivo prevede la definizione, l’acquisizione e la sistematizzazione di strumenti e metodologie interdisciplinari, quali capacità di progettualità e management situazionale.

 

OBIETTIVI

Studiare lo stile di leadership degli allenatori di alto livello, come processo d'interazione tra:
- stile dell'allenatore autopercepito,
- stile dell'allenatore percepito dal gruppo squadra,
- caratteristiche ed aspettative degli atleti componenti la squadra.
Fornire indicazioni operative allo staff tecnico e dirigenziale per la gestione dello spogliatoio e l'ottimizzazione del lavoro su campo.

 

LO SPORT IN ETÀ EVOLUTIVA

COME STRUMENTO DI PREVENZIONE

A cura di: Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport

Autori: Giada Maria Tonelli / Eleonora Paratore

 

ABSTRACT

L’attività sportiva rappresenta un’importante occasione di promozione e sviluppo del benessere psicofisico della persona. Per bambini e adolescenti in particolare, grazie a relazioni, fatica, regole, responsabilità verso i compagni, gestione delle emozioni, rappresenta uno spazio in cui sperimentarsi ed esprimersi.
In un momento storico in cui viene posta particolare attenzione a tematiche quali obesità e sedentarietà, lo sport rappresenta altresì uno strumento di prevenzione di grande importanza.

 

In questo scenario il fenomeno del dropout (abbandono precoce dell’attività sportiva) rappresenta un elemento di rilievo che impatta lo sport quale possibile fattore di protezione da comportamenti a rischio.

In letteratura il dropout è stato ampiamente affrontato esaminando le motivazioni alla pratica sportiva. Il presente studio si pone l’obiettivo di indagare il ruolo delle emozioni nella pratica sportiva e di comprendere quale tipo di influenza possano avere le figure di supporto nel contesto sportivo (famiglia, allenatore, gruppo dei pari).

 

I partecipanti sono stati 616 bambini di età compresa tra i 6 ed i 13 anni (367 delle Scuole Primarie, di cui 207 maschi e 160 femmine; 249 delle Scuole Medie Inferiori, di cui 114 maschi e 135 femmine) che praticavano una o più discipline (in totale 17). Lo strumento di indagine utilizzato è stato un questionario (“Il Mio Sport”) differenziato per fasce di età (6-7 anni; 8-10 anni; 11-13 anni) con l’obiettivo di indagare aree quali: motivazione allo sport, emozioni esperite sia in fase di allenamento sia durante la competizione, ruolo dei genitori, ruolo dell’allenatore, ruolo dei compagni di scuola e di sport.

 

 

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