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LA TEORIA DEL FLOW Flow, ovvero stato di grazia, momento magico. il primo ad occuparsene Fu il ricercatore americano mihaly csikszentmihalyi, all'inizio degli anni '70. studiando l'insorgere di tale stato nei contesti e nelle attività della vita di tutti i giorni, elaborò la teoria del Flusso di coscienza, deFinendo l'esperienza ottimale come “lo stato in cui le persone sono così immerse in ciò che stanno Facendo, che tutto il resto sembra non avere importanza. Il pIeno controllo dI se' Nello stato di flow l'individuo avverte il pieno controllo del proprio comportamento e si sente totalmente padrone di sé. L'esperienza ottimale è resa possibile dalla completa fusione tra azione e coscienza (“immersione” nella situazione attuale), in una situazione di completo investimento delle risorse attentive sull'attività in atto ed è caratterizzata da regole interne chiare (mete chiare) e feedback immediati. Il FloW e lA prestAZIone sportIVA Promotore degli studi sul flow in ambito sportivo, fin dal 1998, il Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport di Milano. I primi passi in Florida, nel 1997, all'Hoop Summit, grazie al contatto diretto con gli scout e con i loro criteri di scelta dei giocatori più talentuosi: tenevano conto non tanto delle potenzialità che gli atleti erano in grado di esprimere sul campo, quanto della loro capacità di entrare in stato di flow, di essere “in the groove”. I contAttI con glI studIosI Da qui i contatti e le strette collaborazioni del Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport con i principali studiosi di flow nel mondo: Csikszentmihalyi dell'Università di Chicago, Susan Jackson dell'Università del Queensland in Australia, Massimini e Delle Fave, dell'Università Statale di Milano.
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