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Centro Studi e formazione in psicologia dello sport - Ricerche - Talento
 



Talento

Le premesse

Nelle attuali selezioni calcistiche, al bambino che entra a far parte di un settore giovanile professionistico, vengono richieste abilità tecniche e motorie, tra cui capacità coordinative (di anticipazione motoria e di motricità generale) e capacità condizionali (ad esempio il livello generale di resistenza organica e di forza muscolare).
Tali abilità non sono però sufficienti. Sono necessari precisi skills mentali, come la capacità di resistere alle pressioni, di vivere positivamente l'esperienza sportiva e di non perdersi lungo la strada che porta al top-level.
L'identificazione, l'analisi e la conoscenza di queste peculiari caratteristiche psicologiche dei giovani talenti sarà di sicuro aiuto per assicurare loro una formazione non solamente calcistica, ma che preveda percorsi di crescita opportunamente guidati.

Abstract

La presente ricerca, condotta su un campione di 118 bambini (provenienti dal Settore Giovanile di una squadra professionistica, l'Inter, e da quello di una squadra dilettantistica) evidenzia come minori richieste di compito e un ambiente che non esercita particolari pressioni siano presupposti necessari affinché i bambini possano sperimentare lo stato di flow. Nelle società professionistiche, che fanno selezione del talento, vengono favoriti la creazione di relazioni interpersonali positive tra i membri del gruppo e lo sviluppo precoce di abilità mentali quali motivazione, empatia e padronanza di sé.

Definizioni di talento

In letteratura, molti autori si sono occupati di talento sportivo. Hahn (1986) e Joch (1992) affermano che l’espressione del talento sportivo è condizionata da un insieme di fattori:
a. Caratteristiche fisiche e antropometriche
b. Abilità motorie e tecniche
c. Abilità cognitive e mentali
d. Condizioni sociali e ambientali

Reilly et al. (2000), Vaeyens et al. (2006), Gil et al. (2007) suggeriscono che l’identificazione del talento e la sua promozione siano processi dinamici e multidisciplinari, in cui i fattori maggiormente presi in considerazione sono:
a. antropometrici
b. fisiologici
c. tecnici

Sviluppo del talento:
la letteratura psicologica

Negli ultimi anni, lo studio dello sviluppo del talento è stato affrontato in un'ottica multidisciplinare (Abbott et al. 2005), che comprendesse anche fattori psicologici.
Williams (2000) pone l'attenzione sui fattori percettivi e cognitivi, identificando nella capacità di anticipazione, nella memoria a lungo termine e nella capacità di discriminare gli stimoli a cui prestare attenzione, le caratteristiche mentali che contraddistinguono il giocatore di alto livello.
Morgan e Giacobbi (2006) identificano come fattori necessari per raggiungere l'eccellenza in campo sportivo la predisposizione genetica, l'allenamento, il supporto sociale e le abilità psicologiche.
Il loro studio ha portato all'elaborazione di due teorie: la “teoria delle tappe del talento” afferma che, per aver successo nello sport, siano fondamentali la predisposizione genetica e l'allenamento.
Tuttavia, anche i fattori sociali rivestono notevole importanza. Gli autori evidenziano come, parallelamente al successo sportivo, i giovani atleti inizino a sviluppare aspetti psicologici quali motivazione, coping, spirito di competizione e auto-controllo.
La “teoria del supporto sociale”, invece, pone l'attenzione sulle circostanze in cui i bambini, nei momenti di difficoltà, fanno affidamento su genitori, allenatori, fratelli, compagni di squadra o amici, sviluppando particolari capacità psicologiche che li renderanno migliori nello sport ma anche nella vita.

La ricerca del Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport

Obiettivi

•  Valutare quali abilità mentali risultino predittive del giocatore di talento;
•  Fornire agli allenatori informazioni relative all'approccio mentale dei bambini con il gioco, al fine di ottimizzare il lavoro sul campo;
•  Migliorare la gestione del talento, per favorire un adeguato percorso di crescita e prevenire il fenomeno dell'abbandono dell'attività sportiva (drop-out)

Campione

Il campione è costituito da 118 giocatori, tutti di sesso maschile, di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni. Un primo sottogruppo sperimentale (SP) è rappresentato da 68 bambini, provenienti dal Settore Giovanile dell'Inter, società professionistica che attua una selezione dei giocatori allo scopo di individuare e crescere potenziali talenti calcistici. In particolare, il sottogruppo è composto da:
- 19 bambini appartenenti alla categoria Pulcini “C”, nati nel 1999 (SP99)
- 20 bambini appartenenti alla categoria Pulcini “B”, nati nel 1998 (SP98)
- 29 bambini appartenenti alla categoria Pulcini “A”, nati nel 1997 (SP97)
Il sottogruppo di controllo (CT) è rappresentato invece da 50 giocatori provenienti dal Settore Giovanile di una società dilettantistica di Milano, che non opera alcuna selezione nella scelta dei bambini. Nello specifico, il secondo sottogruppo è composto da:
- 16 bambini appartenenti alla categoria Pulcini “C”, nati nel 1999 (CT99)
- 16 bambini appartenenti alla categoria Pulcini “B”, nati nel 1998 (CT98)
- 18 bambini appartenenti alla categoria Pulcini “A”, nati nel 1997 (CT97)

Strumenti

A tutti i soggetti sono stati somministrati tre differenti test:
•  Test di autovalutazione Multidimensionale dell'Autostima (Bracken 1992, trad. Vermigli, Travaglia, Alcini 2001). Il test originale prevede sei scale (Interpersonale, Competenza, Emozionale, Scolastica, Familiare, Corporea). Nel protocollo proposto, sono state considerate quelle relative alle Relazioni Interpersonali (TMA1) e alla Competenza di controllo dell'ambiente (TMA2), in quanto di particolare interesse per la ricerca.
•  Flow State Scale (Jackson, Marsh 1996, trad. it. Muzio et al. 1998). La scala originale prevede 36 item suddivisi in nove dimensioni: Equilibrio tra sfida e abilità (D1), Unione tra azione e coscienza (D2), Mete chiare (D3), Feedback immediato (D4), Concentrazione sul compito (D5), Senso di controllo (D6), Perdita dell'autoconsapevolezza (D7), Destrutturazione del tempo (D8), Esperienza autotelica (D9). Nel protocollo proposto, la scala è stata modificata: il numero degli item è stato dimezzato e il linguaggio è stato semplificato e adattato al gioco del calcio, rendendo la scala sport-specifica. La scala permette di indagare l'esperienza di “flow” degli atleti, ovvero “il momento magico” degli sportivi in cui tutto riesce semplice e in modo fluido, si è padroni della situazione, consapevoli delle proprie abilità, totalmente immersi in ciò che si sta facendo.
•  Test dell'Intelligenza Emotiva (Goleman 2000). Il test originale prevede 30 item suddivisi in cinque dimensioni: Consapevolezza di sé (IE1), Padronanza di sé (IE2), Motivazione (IE3), Empatia (IE4), Abilità sociali (IE5). Nel protocollo proposto, il numero degli item è stato dimezzato ed il linguaggio è stato adattato al calcio e semplificato per la compilazione ai bambini.

Metodo

I test sono somministrati suddividendo il campione in piccoli gruppi (da 4 a 7 soggetti). In accordo con gli allenatori, nel corso delle sedute di allenamento, i bambini hanno compilato inizialmente il TMA, successivamente la FSS ed infine la scala dell'Intelligenza Emotiva.
La somministrazione dell'intero protocollo ha richiesto dai venti ai trenta minuti, per ogni singolo gruppo di soggetti.
I dati sono stati raccolti nel corso della stagione sportiva 2007/2008, nei mesi di marzo e aprile 2008 per quanto riguarda il gruppo sperimentale e nel mese di maggio 2008 per il gruppo di controllo.

Analisi statistica

I dati raccolti sono stati elaborati statisticamente. È stata effettuata un'analisi della distribuzione dei dati con il test di Shapiro-Wilk. Laddove i dati sono risultati normali, si è proceduto con metodiche parametriche; al contrario, in presenza di risultati che non hanno evidenziato una normalità, sono state impiegate metodiche non parametriche.
Per l'analisi statistica dei dati, nel primo caso sono stati utilizzati l'Anova (2X3) e il T-Test. Nel secondo caso, il test di Mann-Whitney. La significatività è stata evidenziata con p<0.05.

Risultati

Nello specifico, le analisi condotte sui test somministrati al campione hanno evidenziato i seguenti risultati (media ± ds):

- Flow State Scale:

Il campione dilettantistico ha evidenziato una maggiore concentrazione - D5 (SP97 vs CT97: 9.03 ± 1.05 vs 9.67 ± 0.68, p<0.05) e maggior senso di controllo - D6 (SP97 vs CT97: 7.72 ± 1.9 vs 9.05 ± 0.99, p<0.01) per i Pulcini 97, maggiore destrutturazione del tempo - D8 (SP98 vs CT98: 6.35 ± 2.08 vs 7.62 ± 1.99, p<0.05) per i Pulcini 98. Non è emersa invece nessuna differenza statisticamente significativa per quanto riguarda i Pulcini 99.

- TMA:

I Pulcini 98 dell'Inter si distinguono in modo statisticamente significativo per la maggiore capacità di intrecciare relazioni interpersonali (SP98 vs CT98: 81.8 ± 4.83 vs 72.93 ± 10.48, p<0.01)

- Intelligenza Emotiva:

Le dimensioni Consapevolezza di sé e Abilità sociali non evidenziano differenze statisticamente significative.
Al contrario, il campione dei Pulcini 99 dell'Inter si differenzia dal campione dilettantistico di coetanei per maggiori valori alle dimensioni Motivazione (SP99 vs CT99: 27.26 ± 3.54 vs 22.37 ± 6,93, p<0.01), Padronanza di sé (SP99 vs CT99: 25.31 ± 3.56 vs 20.75 ± 6,81 p<0.05) ed Empatia (SP99 vs CT99: 25.42 ± 3.79 vs 20.06 ± 6.74, p<0.01).

Discussione

Sia il campione di bambini di talento che quello dilettantistico evidenziano una buona predisposizione all'ingresso nello stato di flow. Tuttavia, i valori leggermente superiori per quanto riguarda il campione dilettantistico suggeriscono che, nel calcio giovanile, le minori richieste di compito e un ambiente che non esercita particolari pressioni siano un ottimo presupposto per aiutare i bambini a sperimentare il flow.
Ciò avviene con maggiore facilità in quelle società in cui il fine ultimo è il divertimento, anteposto al risultato: il bambino non percepisce il “peso” della maglia che indossa e delle responsabilità che derivano dal fatto di essere stato selezionato, ritenuto un possibile talento.
Di conseguenza, non trascurare l'aspetto ludico e saper distinguere tra prestazione e risultato, sono importanti linee-guida per qualsiasi allenatore, e in particolare per quelli che si confrontano con bambini-talento.
L'analisi del TMA (Test di valutazione Multidimensionale dell'Autostima) suggerisce che nelle società professionistiche che fanno selezione del talento le relazioni tra bambini siano tenute in grande considerazione. Dato confermato dall'analisi dell'Intelligenza Emotiva, in cui la dimensione Empatia fa registrare valori più alti per il sottogruppo “Pulcini Inter”.
La creazione di un clima favorevole e di una rete di relazioni interpersonali positive influisce in maniera direttamente proporzionale sulle performance di squadra. Di conseguenza, si evidenziano anche risultati in termini di divertimento, concentrazione e motivazione.
Dall'analisi dei valori relativi al test dell'Intelligenza Emotiva giunge anche una conferma ai dati riportati in letteratura. Come evidenziato dallo studio di Morgan e Giacobbi (2006), la presente ricerca consente di ipotizzare che i giovani di talento siano in grado di sviluppare precocemente aspetti psicologici importanti, tra i quali la motivazione e la padronanza di sé.

Ricadute operative

•  la componente ludica, anche in allenamento, contribuisce allo sviluppo di capacità cognitive quali la concentrazione, l'attenzione e la motivazione. Di conseguenza, l'abilità di variare le esercitazioni favorendo i momenti di svago ed evitando l'insorgere di ansia e stress rappresenta una condizione necessaria;

•  allenatori e istruttori che operano in società che fanno selezione per lo sviluppo dei giovani talenti devono assicurarsi che le richieste di compito siano sempre adeguate alla fascia d'età e che i bambini non percepiscano eccessivamente le responsabilità, favorendo un gioco a portata di bambino.

•  competenze psicologiche, così come capacità relazionali, empatiche e di gestione del gruppo, devono far parte del bagaglio di qualsiasi allenatore che voglia rapportarsi con bambini e bambini, andando al di là della tattica e della tecnica;

•  le società sportive rappresentano ambienti in cui i bambini si formano, non solo sotto il profilo atletico: una grande responsabilità, che rende necessario il garantire coerenza educativa con le famiglie, attraverso la promozione di incontri di educazione sportiva rivolti ai genitori.

•  prosieguo dell'attività di ricerca: la ricerca è orientata verso l'estensione ad atleti di età superiore (14-16 anni), allo scopo di approfondire le tematiche dell'adolescenza e del drop-out

•  formazione rivolta ad allenatori e staff tecnico: è possibile trarre indicazioni importanti per ottimizzare il lavoro con i giovani atleti:
impostare l'attività tecnica tenendo conto delle dimensioni gioco e creatività, per incrementare attenzione, coinvolgimento e motivazione
porre attenzione agli aspetti relazionali ed empatici e alle relazioni interpersonali - lo spogliatoio -, che influenzano in modo significativo le prestazioni
attivazione di un laboratorio permanente per l'osservazione e il monitoraggio di queste dinamiche.

•  sinergia sport / famiglia / scuola: Messa in luce di importanti tematiche che diventano oggetto degli incontri della Parents' School.

Autori:

Marisa Muzio *, Enea Filimberti*, Edoardo Pittaluga**, Elena Giulia Montorsi*, Vanni Spinella *
* Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport, Milano
** Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Milano

 
Piede

 

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