Il Basket è uno sport di contatto, e ci alleniamo tutta la settimana per assorbire le spinte, le botte. “Tieni il contatto!” è l’urlo che si alza dalla panca ogni volta che in contropiede non arriviamo a canestro, perché l’avversaria ci ha letteralmente falciato via.
Ci alleniamo anche a evitarlo, il contatto: ci chiamiamo i blocchi, ci aiutiamo in difesa mentre la compagna recupera. E’ un meraviglioso lavoro di squadra, le diamo e le prendiamo, tutte insieme. Poi, inderogabile, arriva il fischio dell’arbitro sul tiro e ci troviamo completamente sole, a 4,6 metri dal canestro: il tiro libero. Non ci può aiutare nessuno.

Perché alla fine il tiro libero vale uno, che come scriveva Daniele Labanti, è un numero primo, ha la stessa solitudine, l’identica inquietudine, la medesima ansia.
Fare dieci su dieci in allenamento non ti rende immune dal temuto zero su due quando la partita conta. Perché ora tutti gli occhi del palazzetto non guardano più quella meravigliosa macchia di divise uguali che corre per il campo, ma sono fissi su di te. E spesso trattengono il fiato, augurandoti tutto il bene o tutto il male del mondo.

Come si rimedia a una percentuale disastrosa ai liberi? Lavorando duro in palestra ovviamente. Ma non basta tirare liberi allo sfinimento. A parità di efficacia e di correttezza della meccanica di tiro, otterrà la percentuale più alta la giocatrice con una routine pre-shot ben allenata e ben collaudata.
Di cosa stiamo parlando? Di una delle più efficaci strategie di concentrazione dei grandi giocatori; le routine preparatorie al gesto tecnico, sono una sorta di interruttore della nostra concentrazione e consentono di raggiungere a comando l’attivazione ottimale delle nostre risorse emotive e cognitive, migliorando notevolmente la prestazione.
Con l’aiuto di un mental trainer possiamo costruire una sequenza pre-tiro personalizzata, costituita da immagini mentali, respiri e dialogo interno che andrà a integrarsi con i passaggi tecnici dell’esecuzione del tiro. Se ben allenata, ed eseguita sempre ad ogni tiro libero, col tempo diventerà automatizzata e sarà una risorsa importante per gestire le emozioni nei momenti importanti della partita.

Ma attenzione a non confondere Routine e Scaramanzia!
Infatti i gesti, la respirazione, il dialogo interno che compongono la routine pre-tiro sono tutti funzionali al gesto tecnico, diventano parte integrante dell’azione di tiro. I gesti scaramantici, invece, come ad esempio riallacciarsi le scarpe, ci allontanano dalla linea di tiro, facendoci concentrare sul doppio nodo e non sul primo ferro. Oppure ci portano ad affidare l’esito del tiro a qualcosa che non possiamo sempre controllare, per esempio lo scambio di sguardi porta fortuna con quella compagna che magari quel giorno non c’è o in quel momento non ci sta guardando.

Alice Buffoni, Staff Psicosport®

 

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta a Settembre 2018, sul numero 1 di PINKBASKET, il primo magazine in Italia dedicato esclusivamente al Basket Femminile. Anche Psicosport® è parte di questo progetto ambizioso, che vuole promuovere la pallacanestro e, più in generale, lo sport per le donne, abbattendo gli stereotipi e trasmettendo passione!