Photo credits Eurosport

Alex Zanardi, a quasi 52 anni demolisce il record del mondo nella competizione Iron-Man svoltasi a Cervia piazzandosi al quinto posto assoluto, battendo quasi 3000 normodotati e demolendo con più di mezz’ora di scarto il suo precedente record. Una gara impressionante durata 8 ore 26 minuti e 6 secondi nel quale Alex ha nuotato per 3.8km, pedalato per 180km e corso per 42,2, con le due diverse tipologie di carrozzina previste dalla competizione.

Zanardi ha dimostrato ancora una volta come sia possibile trasformare un evento tragico, come fu il suo incidente nel Settembre del 2011, con la forza di volontà, lo spirito guerriero e la testardaggine, ma soprattutto la positività. Skills mentali e cornici di pensiero che in psicologia dello sport noi chiamiamo rispettivamente Motivazione, Durezza Mentale e Positive Psychology.

“Nei sogni migliori non sarei arrivato a tanto” dichiara in un post su twitter. Ed è proprio questo il messaggio che riesce a far passare: a volte i sogni possono essere superati dalla realtà.

Ma ridimensionandolo al vissuto di uno sportivo normale (e qui non vogliamo intendere normodotato, ma proprio comune) cosa ci può insegnare l’esempio di Alex? Non per forza bisogna aspirare a vincere i Mondiali di Iron-Man per dare un senso soddisfacente alle proprie azioni, così come non è necessario aver vissuto ciò che ha passato lui per provare sentimenti contrastanti, frustrazione, paura, scoramento. Può bastare un infortunio, una partita importante sbagliata o uno scontro con il coach per chiudersi in se stessi e perdere le forze o lo voglia di reagire. Fino a cedere alla rabbia o al dolore e pensare anche a mollare tutto. Ma vale la pena buttare tutto all’aria? Smettere di rincorrere i propri sogni per un incidente di percorso o uscire dalla partita perchè il coach è stato troppo duro?

Il primo grande insegnamento che si può trarre dall’attitudine di Alex alle sfide della vita e sportive è senza dubbio l’approccio positivo, su cui fa leva anche la Positive Psychology, branca della psicologia che enfatizza risorse e potenzialità dell’individuo, anziché carenze, deficit e patologie. In un’intervista al Sole 24h afferma di non essersi mai sentito sfortunato ma di aver sempre pensato a cosa avrebbe potuto fare con ciò che gli era rimasto. “Non ho mai pensato a quello che avevo perso ma solo a girare la testa e a vedere quello che avevo intorno e a pensare che ogni giorno può regalarci qualcosa.[…] Non sono mai stato arrabbiato con la vita – confessa in un’intervista a Sky – anche se non biasimo chi ce l’ha con la vita per quello che gli ha tolto. Io ho certamente tanta fantasia e vedo traguardi che altri magari fanno fatica a vedere. Per me c’è sempre un traguardo, un orizzonte, una meta.”

In certe situazioni si è perfettamente in grado di cavarsela con le proprie risorse; in altre, più delicate, le proprie forze potrebbero non essere sufficienti. Rendersi conto che di aver bisogno di un piccolo aiuto, per quanto difficile da ammettere, potrebbe significare la svolta nel modo di pensare e di vivere la situazione che ci circonda. Potrebbe essere lo slancio per iniziare a considerare la parte positiva che fino a quel momento non riuscivamo a percepire e potrebbe stimolarci a trasformare la rabbia in forza, per noi stessi, per la vita che ci aspetta e per i traguardi che abbiamo ancora da raggiungere. Chiedere aiuto non significa essere deboli anzi, dimostra una grandissimo coraggio e un’estrema consapevolezza di sè e dei propri mezzi.

Il secondo insegnamento che trasmette l’esempio di Alex è nascosto in una frase, semplice a una prima lettura, ma che rivela un lavoro prezioso e profondo sul cambio di prospettiva e sulla pianificazione degli obiettivi. Dopo aver vinto due ori ed un argento ai giochi paralimpici di Londra nel 2012, dichiarò:

“Non sono salito su una bicicletta perchè volevo arrivare ai giochi Olimpici di Londra e vincere, ma ci sono arrivato perchè volevo salire su una bicicletta.”

Quindi, poniamoci obiettivi raggiungibili, che siano traguardi importanti, ma alla nostra portata, concreti e misurabili. Solo quando li avremo raggiunti potremo alzare l’asticella e spingerci un pò oltre ai nostri limiti. Nessuno sa cosa la vita ha in mente per noi, ma bisogna darle la possibilità di sorprenderci!

Chi lo sa, prima o poi potremmo diventare anche noi campioni mondiali di Iron-Man!

Alessandra Visconti
Team Psicosport®