Ogni giorno ci troviamo a dover fronteggiare situazioni frustranti. Arrivarci preparati permette di saper reagire e non esserne travolti. Un buon allenamento alla frustrazione è proprio lo Sport: non si può sempre vincere, non si può ottenere sempre ciò che desideriamo. E’ un cruda realtà che i bambini che praticano sport imparano presto. Ed altrettanto presto capiscono che lo sport dà sempre una seconda possibilità, che la frustrazione di una sconfitta può diventare uno stimolo per migliorarsi, impegnarsi di più e ottenere domani ciò che ci è stato tolto oggi.
Per questo motivo incoraggiamo sempre i genitori lasciare che i loro figli vivano la frustrazione di una sconfitta o di una non convocazione alla partita. Come?
Senza proteggerli dalla delusione, magari scaricando la colpe sui compagni, sull’allenatore, sull’arbitro, ingenerando una pericolosa cultura dell’alibi.
E’ importante non minimizzare le delusione che provano: “Cosa vuoi che sia, è solo una partita” è una frase che si dice spesso con intento consolatorio, ma finisce per derubricare ciò che sta provando il ragazzo come qualcosa di insignificante o stupido, da dimenticare invece che da affrontare e superare.
Diamo invece ai ragazzi una chiave per superare la frustrazione, spingiamoli ad impegnarsi di più per migliorarsi o se sono poco motivati, riportiamoli alle motivazioni primarie che li spingono a praticare sport, ricordiamo loro la passione che mettono in campo, riportiamoli alle dimensione ludica dello sport.

Imparare a “maneggiare la frustrazione in un contesto protetto come lo Sport preparerà i ragazzi a fronteggiarla al meglio nella vita di tutti i giorni. Provare per credere!

E voi come ve la cavate? Provate a guardare questo video: https://vimeo.com/189919038